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  • Carlo Mora

1 Maggio 2020

Ricordo a fatica un Primo Maggio di tale difficoltà e al contempo di speranza. Anzi, forse non lo ricordo proprio.

Siamo tutti nei guai e, nonostante questo, il Primo Maggio è utile come monito per la fortuna che abbiamo ad avere un lavoro così. E che amiamo.

Stiamo lottando in silenzio, ma sappiate che stiamo lottando. Con la presunzione di credere che non lo facciamo solo per noi, ma anche per voi.


Il nostro “sapere fare un mestiere d’arte e d’artigiano” è relegato, da sempre, ai confini delle scelte legislative economiche. Forse perché è luogo comune immaginarci shampisti, superficiali, artigiani che pagano le tasse e non veri e propri imprenditori. Un’immaginario tutto italiano, simile ad altre categorie. Eh, lo so: facciamo i furbi appena si può, vedi chi lavora in casa questi giorni, chi va a domicilio, e così via. Come categoria non siamo riusciti ad elevarci come meritiamo (tipo i cuochi) perché non abbiamo scuole statali e siamo tartassati da tasse che provocano guerre tra poveri, cioè tra noi. Ah, l’invidia! Viene usata per deridere, se non proprio per sputtanare: “Guarda che cagate che fanno in quel negozio”.


La speranza in questo giorno è quella di cercare di elevarci, cercare un percorso diverso e mettersi in cammino. Subito. -E con subito intendo OGGI. Regole ferree e sanzionabili, procedure veloci e ristrette, linee guida precise, penale sul lavoro nero. Chiedo un cambio deciso di rotta. Fin qui andavo bene, ora però sto un po’ sul cazzo? Bene, potete smettere di leggere.


Vorrei sentirmi dire che io (e la Categoria) sono una aziende utile, organizzata per garantire sicurezza a collaboratori e clienti, garantire economicità allo Stato. Un protocollo etico per dare valore ai servizi che offriamo. Essere chiamati a un tavolo prima di decisioni che possono metterci in ginocchio.


Io applicherò protocolli rigidi in negozio, sia per chi lavora con me, sia con chi starà seduto fidandosi delle nostre forbici, dei nostri colori, delle nostre mani. Delle nostre teste.


Avere la soddisfazione di dire ogni giorno “come siamo stati bravi”. Una gioia permanente.

Dedicato ai miei colleghi che vogliono elevarsi

Dedicato ai miei ragazzi

Deficato ai miei clienti

Oggi il logo è rosso per l’amore che provo per il mio lavoro e l’oro che parla del valore dei miei clienti.


Buon primo maggio.


Carlo

(a nome anche di Giovanna, Davide, Chiara. Che ringrazio e abbraccio).

© Carlo Mora
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